• Students produce my radio-drama

    A project with Alessandro Olla's students at the Conservatorio

  • Gli studenti del conservatorio producono un mio radiodramma || Students produce my radio-drama

    Stage 1: Getting ready

    I met Alessandro Olla during Monumenti Aperti (I was actually interviewing guests from the festival at Radio X), when I visited his Geofonie Tattili, an interactive sound installation created by Alessandro for Monumenti Aperti.

    Unsurprisingly, Geofonie Tattili enchanted me, as it brings together sound and maps, two things I am very partial to.

    It didn’t take long for Alessandro and me to catch up and exchange notes. From that conversation came Alessandro’s idea to use one of my radio-dramas as a sound-playground for his students at the conservatory (Alessandro teaches electro-acoustic musical composition).

    So, at the beginning of Summer, each student has received copy of my script with the task to create a soundscape following my notes and directions.

    This week I am going to meet for the first time with the students to talk about the process of writing the sounds into the script. I’ll be also talking about my artist practice.

    I am of course looking forward to hearing how students have interpreted the script, but I am also curious to meet the students to see what moves and excites them.

    GEOFONIE TATTILI from alessandro olla on Vimeo.

     

    Ho incontrato Alessandro Olla durante Monumenti Aperti, intervistavo a Radio X ospiti del festival e proprio lì all’Exma era ospitata la sua opera Geofonie Tattili, un’installazione sonora interattiva creata da Alessandro proprio per Monumenti Aperti.
     
    Sono rimasta letteralmente affascinata da Geofonia Tattili che mette insieme due delle mie manie: il suono e le mappe.
    Non ci è voluto molto perché con Alessandro ci incontrassimo per scambiarci impressioni. È così che ad Alessandro è venuta l’idea di usare uno dei miei radio-drammi come parcogiochi sonoro per i suoi studenti del Conservatorio (Alessandro insegna Composizione Musicale Elettroacustica).
     
    Quindi, all’inizio dell’estate, ogni studente ha ricevuto copia della mia sceneggiatura con il compito di creare un paesaggio sonoro seguendo le mie note di regia.
     
    Questa settimana incontro per la prima volta gli studenti per parlare del processo di scrittura del suono e della mia pratica artistica.
     
    Non vedo l’ora di sentire come sono state interpretate le mie note, ma sono anche molto curiosa di capire cosa muove oggi gli studenti. Very exciting!
  • Occorre sempre essere pronti a tutto || Always prepared, no matter what

    Stage 2: Recording

    a man standing in front of a micOggi durante registrazione del radiodramma Il Cavaliere, per l’ennesima volta abbiamo confermato la teoria del caos, cioè che ogni cosa che non va come da programma, ci dà l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo (per chi fosse interessato, consiglio l’ascolto della bella trasmissione dedicata appunto a questo argomento, ho messo il link in basso. È in inglese, consiglio anche lo studio della lingua inglese per accedere ad un mare di risorse).

    Ma torniamo alla registrazione. Un contrattempo ha impedito l’arrivo dell’attore che avrebbe dovuto dar voce al personaggio principale. Lo studio di registrazione era pronto, e registrare la voce era indispensabile per poter cominciare l’editing e rispettare i tempi di produzione. Si è deciso di affidare la parte a Stefano, uno studente. Da necessità è nata virtù, perché fare la regia ad un attore non-professionista mi ha dato la possibilità di mettere in evidenza quanto l’espressione facciale, la postura, la posizione delle gambe, delle mani etc possano influenzare il tono e il colore della voce (a proposito, grazie all’attrice Monica Serra per la sua cordiale partecipazione!)

    È stata anche una bella lezione su come a volte si debba andare avanti con quello che si ha a disposizione, perché sebbene sia indispensabile e importantissimo programmare e cercare di prevedere l’imprevedibile, nella vita professionale capiterà sempre che qualcosa di fondamentale venga a mancare all’ultimo minuto, e in quei casi, sapersi adattare può far risparmiare un mucchio di grattacapi e di soldi.

    Per me, abituata a registrare le cose autonomamente e quindi abituata a  usare la mia voce per ottenere esattamente quello che ho in mente, la sfida è stata quella di trovare le parole per guidare il non-attore alla scoperta della sua voce. È stato un percorso intenso, ma che mi ha dato la soddisfazione di leggere l’incredulità nel viso del non-attore e dei suoi compagni quando riuscivo a tirargli fuori da dentro dei registri che non sapeva nemmeno di avere.

    Adesso tutti all’editing.

     

     

    Today, during the recording of the radio-drama The Knight, we confirmed the theory of chaos, that is that everything that does not go as according to plan, gives us the opportunity to learn something new (for those interested, I recommend listening to the beautiful podcast on this topic, see link below).
     
    But back to our recording. A setback prevented the arrival of the actor who was supposed to give voice the main character. The recording studio was all set up, and recording the voice was indispensable in order to begin editing and respect the students’ timetable for the production. So, we gave the part to Stefano, one of the students. Virtue came from necessity, as directing a non-professional actor gave me the opportunity to highlight how facial expression, posture, position of legs, hands etc can influence the tone and color of the voice (BTW thanks heaps to the actor Monica Serra for her kind availability!).
     
    It was also a good lesson on how sometimes, you have to go on with what you have at your disposal, because although it is indispensable and very important to plan, trying to predict the unpredictable, in professional life it will always happen that something fundamental is missing at the last moment. And when it happens, being able to adapt can make the difference, not just saving the day but also saving money.
     
    For me, used at recording things myself, and therefore accustomed to use my voice to obtain exactly what I have in mind, the challenge has been finding the words to lead the non-actor to the discovery of his voice. It has been an intense journey, but very rewarding. For me, the pleasure came from reading the disbelief in the face of the non-actor and of his fellow students every time I managed to get him in touch with a chord he didn’t know to have in his voice.
     
    Now all to the editing desk.