• I nostri eroi

    Non rimane altro se non scambiarci le storie dei nostri eroi come ci scambiavamo biglie e figurine.

  • Come scambiandoci biglie e figurine

    Raccontando Cagliari degli Anni Ottanta

    Questa storia inizia con uno scambio di messaggi con Otto Gabos, io ai miei ultimi giorni di vita a Melbourne prima del trasferimento a Cagliari (già impacchettato tutto, a un giorno dalla partenza), lui cagliaritano che vive a Bologna, in vacanza negli USA. Noi, conosciuti tramite amicizie comuni, incontrati da adulti pochissime volte, cominciamo per assurdo a scambiarci messaggi al cellulare e scopriamo di aver frequentato esattamente gli stessi luoghi senza però esserci mai incontrati.

    Uno scambio lunghissimo di messaggi che dà vita ad una lista di scenari e a uno spaccato della Cagliari Anni Ottanta, attraversata da noi come su un binario parallelo che toccava gli stessi posti senza mai permettere un incontro.

    E poi, senza nessun invito, spuntano i nostri eroi e i confini della realtà e del ricordo sfumano per perdersi nell’immaginazione e nella fantasia. Ed eccoci qua (divisi da un fuso orario impossibile) a scambiarci storie e ad accorgerci che le cicatrici che pensavamo fossero cosa nostra, unica, privatissima e personale, messe una a fianco all’altra combaciano alla perfezione come una mappa del tesoro, e le nostre fughe, che pure pensavamo uniche e irripetibili, si sono svolte su uno scenario di comparse che avevano lo stesso nome e quando di questo ce ne rendiamo conto, non rimane altro se non scambiarci le storie dei nostri eroi come ci scambiavamo biglie e figurine.

    Grazie a Mariotto (Otto Gabos) per avermi permesso di rielaborare i nostri scambi in questo racconto. E grazie a Giuseppe Murru per avermi prestato la sua voce.

    I fatti descritti sono ispirati alla realtà ma liberamente riadattati per la creazione di questa narrazione.

  • Come a scambiarci biglie e figurine

  • Cagliari anni ottanta

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